È appena giunto in libreria un nuovo contributo scientifico di Silvia Biferale: il volume dal titolo “La terapia del respiro. Dall’esperienza sensoriale all’espressione musicale”, edito da Astrolabio. Si tratta del frutto prezioso di una riflessione sviluppata dall’autrice a partire dalla propria esperienza “sul campo” di terapista della riabilitazione e di terapeuta del respiro e della voce – nonché di formatrice Atem-Tonus-Ton, applicato con esiti quanto mai originali alla teoria della Music Learning Theory di Edwin E. Gordon – e condotta durante i lunghi anni di un’intensa attività professionale. Anzi, come dichiara la stessa Biferale nell’introduzione al volume, si può dire che proprio l’incontro con la MLT e con l’esperienza didattica a essa connessa “ha messo in ordine tutto quanto sembrava viaggiare ancora per binari paralleli, riconoscendo al corpo e all’esperienza sensoriale di ascolto il ruolo fondamentale nei processi di conoscenza e di ricerca di equilibri nuovi”.

Autore: Silvia Biferale
Titolo: La terapia del respiro. Dall’esperienza sensoriale all’espressione musicale
Collana: Il lavoro sul corpo e sulla mente
Codice ISBN: 9788834016787
Editore: Astrolabio 2014
Pagine: 174
Prezzo: € 14.00
È quindi il corpo mosso dal respiro il soggetto posto al centro di questa scrittura rigorosa, puntigliosa, diremmo quasi “materica” e insieme così ricca di evocazioni, di suggestioni e di aperture multidisciplinari: un corpo né isolato, né avulso dal contesto, ma, al contrario, capace di intessere relazioni sempre nuove, protagonista dei processi di cura e, soprattutto, di quelli trasformativi e creativi.
Ascolto del respiro, cura del suono, cura della musica e del musicista disegnano ambiti specifici di riflessione e di terapia, ma valgono pure come possibili momenti ascendenti di un itinerario che parte dalla matericità dell’esperienza e progressivamente la affina sino alle multiformi possibilità della espressività musicale. Biferale ci parla dunque di respiro e della carnalità del suo movimento, della pluralità delle sue funzioni corporee e quindi della ricchezza delle strategie in esso contenute; poi ci conduce per mano a scoprire quale sia il ruolo del respiro in relazione agli elementi costitutivi del suono e della voce, affinché divenga possibile, da un lato, discernere le caratteristiche, i tratti del processo di cura e, dall’altro, come si possa comprendere meglio il fluire dei processi creativi. Rigorosamente fuori da ogni logica precettistica, lo sforzo di riflessione è portato sul bisogno imprescindibile della presa di coscienza di sé come consapevolezza e accettazione del limite, presupposto indispensabile del mutamento e del cambiamento nella direzione di una sempre più articolata e ricca espressione di sé.
Infine, la terza parte del volume è dedicata ai processi di apprendimento musicale. Il vertice di osservazione rimane ancora una volta il movimento del respiro e così il corpo continua a essere protagonista di pagine densissime nelle quali le esperienze sensoriali di ascolto realizzano propriamente nel corpo e mediante il corpo l’intera complessità dell’apprendimento musicale. È il senso profondo del grande insegnamento gordoniano, secondo cui la relazione tra corpo, respiro e audiation si fa materia di riflessione teorica e di pratica didattica, quello che noi insegnanti dell’Audiation Institute verifichiamo quotidianamente nell’esperienza concreta del nostro lavoro. Ancora nel corpo il suono e il silenzio, condizione e conseguenza l’uno dell’altro, si stringono in una relazione circolare, in cui un particolare rilievo assume per l’appunto il concetto di audiation, intorno al quale si snoda una riflessione del tutto originale sul ruolo creativo dell’ascolto e del silenzio in ogni processo di espressione musicale, oltre che in ogni processo terapeutico.
