Musica dalla nascita ai 6 anni
Nei primi anni la musica si apprende attraverso ascolto, voce, movimento, silenzio, gioco e relazione. Un percorso che accompagna il bambino nello sviluppo delle prime competenze musicali e dell’audiation.
Imparare musica prima di studiarla formalmente
Nei percorsi dalla nascita ai sei anni il bambino apprende informalmente competenze musicali. Esposto alla musica attraverso il dialogo con un adulto competente, è il bambino stesso a cogliere le occasioni di apprendimento, secondo tempi e modalità personali.
Attraverso canti, pattern, movimento e gioco sviluppa progressivamente intonazione, senso ritmico, familiarità con modi e metri differenti e le prime competenze di audiation preparatoria.
Il primo strumento è già con noi
La voce risuona, vibra, muove e invita all’ascolto. È corpo in movimento, espressione di sé e strumento fondamentale della relazione musicale con il bambino.
Anche il respiro ha un ruolo centrale. Lasciare entrare e uscire l’aria accompagna l’insegnante verso il canto, apre all’ascolto e mantiene viva la relazione anche nel silenzio che segue la musica.
La voce
Dal primo ascolto alle risposte vocali, fino alla possibilità di giocare e improvvisare con i suoni.
Il respiro
Prepara il canto, favorisce presenza e distensione e crea il tempo necessario per ascoltare ciò che accade.
La musica passa anche attraverso il movimento
Con il movimento il bambino conosce sé stesso e il mondo: spazio, tempo, peso, energia e relazione. Muoversi mentre si canta o si ascolta mantiene aperti diversi canali di apprendimento.
Il movimento non è una coreografia da riprodurre: è un invito ad abitare liberamente ciò che si ascolta, affinché corpo, ascolto, dialogo e canto possano incontrarsi.
L’ascolto accompagna l’intero percorso: ascolto di sé, dell’altro, di ciò che viene proposto e anche di ciò che non è ancora fisicamente presente.
Imparare insieme
Il bambino impara giocando. Nei gruppi musicali l’insegnante raccoglie le idee dei bambini e le trasforma in occasioni di ascolto, movimento e dialogo musicale.
Foulard, cerchi e altri oggetti possono suggerire movimenti e giochi, ma al centro resta sempre l’esperienza musicale.
Il gruppo formato da bambini, adulti e insegnante crea un clima di fiducia, ascolto e rispetto reciproco. Mentre il bambino costruisce relazioni con gli altri, costruisce anche la propria relazione con la musica.
Il silenzio
Il silenzio non è un’assenza. È un momento di ascolto nel quale può arrivare un nuovo canto, un pattern, la risposta di un bambino o un pensiero musicale. Nel silenzio il bambino può ascoltare, comprendere e iniziare a rispondere.
Il dialogo musicale
L’insegnante propone canti, pattern, elementi tonali e ritmici, movimento e gioco. Il bambino può rispondere con il silenzio, un sorriso, il movimento o la voce. L’insegnante accoglie e trasforma queste risposte: da questi primi scambi possono svilupparsi creatività e improvvisazione.
Il canto senza parole
Nei primi anni vengono proposti anche canti brevi senza testo, ricchi e vari per modo, metro ed espressione. L’assenza delle parole permette di concentrare l’attenzione sui contenuti musicali, mentre il bambino incontra informalmente ritmo, forma e organizzazione tonale.
E dopo i sei anni?
Le competenze costruite nei primi anni possono proseguire verso repertorio, improvvisazione, competenze formali, musica d’insieme e studio dello strumento.
Cerchi un percorso musicale per tuo figlio?
Consulta la rete Audiation Institute e trova insegnanti e corsi disponibili nella tua zona.