La differenza fondamentale tra i modelli educativi che ereditano la visione meccanicistica del XIX secolo e quelli più integrativi e olistici nati nel corso del XX secolo è che i primi osservano la realtà dell’apprendimento da un punto di vista esterno, mettendo l’accento sul prodotto e sul conseguimento di risultati, creando un’impressione di insuccesso quando questi risultati, la maggior parte dei quali stabiliti in forma arbitraria, sfuggono alle capacità del bambino. I secondi, invece, concentrano tutta l’attenzione sul procedimento e approfondendo maggiormente il “come” rispetto al “cosa”, si avvicinano in maniera rispettosa e fiduciosa alla dimensione interiore dell’apprendimento. Si tratta di rispetto verso i processi di maturazione che vivono i bambini e di eliminazione del concetto di insuccesso nell’apprendimento. Quando l’interesse nasce da dentro e lo stimolo è adeguato, l’apprendimento scorre sempre libero e, per natura, si espande e porta al successo. I processi di apprendimento non sono mai lineari, ma sono ricavati da una selezione personale, da parte di ciascun individuo, tra percezione e sviluppo globale e comprensivo. Dall’interazione creativa e di successo con lo strumento nasce l’apprendimento e, di conseguenza, il risultato.
Nell’insegnamento generale questo nuovo paradigma educativo è definito da pedagoghi come Montessori, Rebeca Wild o Rudolf Steiner. Nell’insegnamento della musica è, senza dubbio, Edwin Gordon il pedagogo che spalanca le porte di questo nuovo paradigma. Nessuno prima di lui aveva descritto così chiaramente come funziona il processo di apprendimento musicale in maniera strutturata e precisa, sulla base di un ampio lavoro empirico. Quando un paradigma entra in crisi di fronte alla dimostrazione dei suoi errori e delle sue limitazioni, apriamo la mente verso la comprensione di un paradigma nuovo. Il metodo di insegnamento della musica che va ancora per la maggiore, si rivela così assurdo e incongruente, se lo osserviamo con obiettività prendendo le distanze dalla consuetudine didattica della tradizione. È curioso il fatto che viviamo in un mondo in cui la ricerca scientifica e tecnologica è irrefrenabile, dove qualunque tecnica o strumento diventa obsoleto in pochi mesi ma che, ciononostante, diventiamo rigidi e inamovibili davanti a tutto ciò che riguarda i nostri sistemi di pensiero e le forme di comportamento che si basano su di essi. Ben presto, nella mia carriera da studente, sono entrata in crisi per il modo in cui i miei professori mi insegnavano musica ed ero consapevole delle gravi conseguenze che comporta un apprendimento musicale che non si basa sull’estrazione del significato musicale attraverso l’ascolto. Ero in grado di eseguire al pianoforte grandi opere virtuosistiche, ma poi mi sentivo limitata nelle capacità più basilari come suonare a orecchio, accordare, arrangiare o improvvisare.
Quando è arrivato il mio momento di essere insegnante di pianoforte, ho cercato forme sempre nuove per completare quello che, a mio modo di vedere, mancava nell’impostazione tradizionale. Nel 2003 però, per caso, sono venuta a conoscenza della Music Learning Theory (MLT) di Edwin Gordon e ho riconosciuto in essa la chiave di tutta la mia ricerca. Mi sono resa conto che il problema non era completare, ma cambiare fin dalla radice, compiere cioè un cambio di paradigma.
Durante tutti questi anni di approfondimento e applicazione della MLT, nelle mie lezioni di pianoforte prima e poi tornando “indietro” verso le tappe precedenti per arrivare ad avere una visione del quadro generale, sono arrivata a comprendere che quello che la MLT offre agli educatori musicali è un passo evolutivo e, in una prospettiva a lungo termine, inevitabile. Questa convinzione mi ha portato a prendere la decisione di dare vita a una organizzazione in Spagna che si dedicasse a diffondere con la maggior efficacia possibile questo corpus di conoscenza e riflessioni, e aiutare così questa evoluzione verso forme di apprendimento più integrative. Quindi nel 2015 è nato IGEME (Instituto Gordon de Educación Musical España, Istituto Gordon di Educazione Musicale in Spagna – ndt) con la chiara vocazione di aiutare a trasformare la realtà dell’educazione musicale in Spagna, prendendo come solido fondamento la MLT di Edwin Gordon. Fin dal principio questo progetto è nato con un duplice scopo: realizzare un progetto educativo, cioè la Escuela de Música con Corazón (Scuola di Musica con il cuore), che si basasse al cento per cento sui principi MLT e, dall’altra parte, offrire programmi di formazione per assistere tutti gli insegnanti che volessero accompagnarci in questo cammino e riorganizzando i loro programmi didattici e metodologici.
La Escuela de Música con Corazón (www.musicaconcorazon.com) ha sede a Madrid e propone, nel suo progetto educativo, un cammino di apprendimento musicale basato sulla MLT fin dalla nascita, perché è dal momento in cui nasciamo che cominciamo ad apprendere, ed è proprio ciò che impariamo nei primi mesi e anni di vita che esercita un impatto e una influenza persistenti sul resto della nostra esistenza. Un neonato che cresce circondato dalla musica vedrà tutta la sua personalità e le sue abilità cognitive ed emotive influenzate da questo apprendimento. Dato che la musica è un linguaggio la si deve apprendere in quanto tale e non serve alcuna speciale maturità motoria, emotiva o mentale per cominciare ad assorbirla e interagire con essa. Una musica ricca, composta con diversi modi e metri musicali, contrasti sonori e timbrici, costituisce l’habitat dove può crescere l’amore per la musica che germoglia quando l’assimiliamo fin dalla culla in un ambiente di connessione emotiva.
Le lezioni di musica crescono insieme ai piccoli musicisti, le cui abilità di base saranno sviluppare la voce per cantare, muoversi con musicalità, ascoltare, sentire, imitare, discriminare, confrontare, comporre, sistemare, improvvisare e, alla fine, andare a individuare la logica interna di un linguaggio, fatto di energia ed espressione, che incontra e influenza la totalità dell’essere. Il bambino che apprende la musica non ce lo dimostra attraverso le spiegazioni che può darci, ma piuttosto perché lo vedremo muoversi in maniera musicale, nella voce, nel corpo, nella reazione alla musica, nella capacità di iniziare a crearla. Matura come persona e come musicista allo stesso tempo.
Dopodiché si passa alla parte concettuale. Accostiamo le sillabe tonali ai suoni: con il Do mobile i bambini diventano coscienti delle relazioni tonali che amalgamano i suoni. Accostiamo le sillabe ritmiche ai nostri pattern ritmici stabiliti nella fluidità del movimento corporeo. Al momento giusto compare lo strumento musicale, il cui apprendimento si integra nelle lezioni di musica e avviene sempre in un contesto di gruppo per suonare insieme e improvvisare. Il bambino suona lo strumento in base a ciò che sente dentro di sé, canzoni che comprende dal punto di vista tonale, perché sente le sillabe tonali nella sua testa, oppure canzoni che inventa attraverso l’esplorazione o l’immaginazione.
Quando il bambino ha una base molto solida nel suonare, improvvisare e cantare, quando possiede un’ottima coordinazione corporea e se la cava da solo con le sillabe tonali e ritmiche, intorno ai 9-10 anni, è il momento di cominciare a leggere e scrivere musica. I bambini riconosceranno nella partitura i pattern che già conoscono e sapranno come suonano senza la necessità di provarli prima con lo strumento.
Lo spazio della lezione di musica si converte quindi in uno spazio ampio, dilatato nel tempo, dove la possibilità che convivano bambini di età diversa offre l’opportunità, a ciascuno, di crescere al proprio ritmo. I bambini iniziano a “musicalizzarsi”, imparano a suonare uno strumento fino a dove sono disposti ad arrivare. I bambini che apprendono in questo modo di solito si gestiscono da soli le esercitazioni a casa. A loro piace cantare ciò che suonano, suonare ciò che cantano, esplorare, improvvisare, cambiare le canzoni che conoscono, avere un proprio repertorio, ecc.
Dal punto di vista formativo IGEME ha già avviato un programma di Certificación de Profesor/a de Educación Musical Temprana (Certificazione di insegnante di educazione musicale per la primissima infanzia) diviso in due livelli. Il programma è itinerante e ogni anno fa tappa in almeno cinque città diverse del territorio spagnolo. Più di cento persone all’anno partecipano a questo programma che, a partire dal corso 2018/19, verrà ampliato al secondo livello.
Il nostro team è composto da quattro professoresse, tutte formate in diverse università statunitensi. Al momento IGEME conta centocinquanta soci federati, un numero che aumenta ogni anno. I soci, oltre ad avere importanti sconti per i corsi che organizziamo, hanno accesso gratuito alla nostra rivista digitale AUDIT, che offre svariate risorse per i corsi di musica nelle diverse fasi.
Nel 2017/18 abbiamo dato il via a un programma formativo in pianoforte. Inoltre, ogni corso IGEME invita professori di fama internazionale e con esperienza nell’applicazione della MLT, per coprire le diverse aree di educazione musicale.
IGEME, tra i suoi obiettivi, ha anche quello di pubblicare materiali per i corsi di musica basati sulla MLT. Al momento abbiamo pubblicato il Currículo para la Educación Musical Temprana (curricolo per l’educazione musicale nella primissima infanzia) “Jugando con la Música BEBÉS” (Giocando con la musica – bebè) sia in spagnolo che in catalano.
