Il tour del Quarteto Gordon in Italia
“Emozione, passione, entusiasmo, esperienza indimenticabile, opportunità preziosa, condivisione, magia, meraviglia” sono solo alcune delle reazioni immediate di chi ha vissuto, a febbraio 2015, una delle lezioni concerto che il «Quarteto Gordon», ensemble italo-brasiliana, ha regalato durante il suo secondo tour in Italia.
Composto da musicisti/educatori, Wlad Mattos e Aline Romeiro per il Brasile e Arnolfo Borsacchi e Pier Elisa Campus per l’Italia, il «Quarteto Gordon» si dedica dal 2011 alla realizzazione di proposte artistico/educative basate sulla Music Learning Theory di Edwin E. Gordon, proponendo percorsi di ascolto di canti senza parole all’interno di concerti per la prima infanzia denominati Primeiros Concertos (Primi concerti). I Primeiros Concertos rappresentano una realtà esclusiva in Brasile poiché unica attività musicale per la prima infanzia approvata e accolta nei programmi dei SESC, strutture pubbliche che si occupano di servizi culturali, educativi, ricreativi, artistici e sportivi. Le attività del Quarteto Gordon hanno il sostegno e l’approvazione dell’IEGAM, Instituto Edwin E. Gordon de Aprendizagem Musical (Sao Paulo – Brasile) e dell’Audiation Institute (Italia): entrambe le associazioni si occupano di diffondere e promuovere attraverso varie attività formative la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon.
Ecco alcuni numeri della tournée:
4 voci – 16 brani – 29 concerti, due dei quali con musicisti dell’ensemble Audiation Institute di Milano – 1200 famiglie incontrate – 4885 km percorsi dalla Svizzera alla Sicilia – 11 le tappe toccate: Fossano (Cn), Carmagnola (To), Chiasso (Svizzera), Capiago Intimiano (Co), Firenze, Brescia, Milano, Catania, Rieti, l’Aquila e Pollenza (Mc) in collaborazione con “I Solisti Aquilani” e l’associazione “Nati nelle note”.
Dagli asili nido, ai teatri, agli auditorium e altre location molto suggestive come il Castello Ursino di Catania o l’Auditorium del Parco a l’Aquila, il Quarteto Gordon ha così presentato il suo secondo lavoro discografico dedicato alla prima infanzia, «PAMPAM 2 Omaggio a Edwin Gordon», una proposta di canti senza parole, ritmici e melodici, composti dal Prof. Gordon e tratti dai suoi volumi di canti pensati appositamente per lo sviluppo dell’audiation del bambino, cui si aggiungono due composizioni originali di Arnolfo Borsacchi e Wlad Mattos, dedicate allo stesso prof. Gordon.
La scelta dei brani, gli arrangiamenti, il modo di costruire la relazione d’ascolto con il pubblico dei piccoli e dei loro genitori, l’uso del movimento fluido, dello sguardo e del silenzio, costituiscono gli elementi fondamentali che caratterizzano la proposta e l’identità del «Quarteto Gordon». I brani sono stati arrangiati a due e a quattro voci dopo un’accurata selezione finalizzata ad inserire, nell’ambito del concerto, canti in vari modi e metri, con l’intenzione di favorire un ascolto curioso e attento e la spontanea capacità del bambino di vivere l’esperienza della diversità come un naturale strumento di apprendimento e con un grande desiderio, da parte dei membri del quartetto, di giocare con il ritmo, l’armonia e la forma musicale presentando così, ai piccoli ascoltatori, intrecci, accordi, movimenti ritmici ricchi e stimolanti.
La magia arrivava immediatamente, quando sulle note di “Twinkle Twinkle” l’ensemble entrava e accoglieva i partecipanti. La comunicazione si era già trasformata, la musica aveva fatto il suo ingresso e il quartetto, con la sua singolare ed efficace modalità, spiegava cantando, ai bimbi e agli adulti, ciò che avrebbero vissuto di lì a breve: niente palco né sedie, nessuna parola, sicuramente tanta emozione e forse qualche risata o qualche pianto, ma nessuna preoccupazione perché la musica è emozione e talvolta questa può essere davvero intensa.
Sempre cantando la musica ci accompagnava là dove tutto sarebbe avvenuto, in un ambiente rilassato e accogliente ci si disponeva seduti per terra, abbracciati dai musicisti, che immediatamente conducevano tutti in una bolla eterea di suono.
Di ogni brano veniva presentato per prima cosa il tema principale, sia esso ritmico o melodico; in una seconda o terza o ulteriore esecuzione si intrecciavano, alla voce principale, le linee di basso, le armonizzazioni o gli accompagnamenti ritmici, con il proposito di aiutare il bambino a comprendere informalmente in che modo si realizzava la polifonia e in che modo il linguaggio musicale si strutturava sintatticamente nella relazione fra le varie voci.
In alcune occasioni gli ensembles musicali arricchivano il concerto con il loro contributo unicamente strumentale; violino, violoncello, flauto, oboe, contrabbasso, pianoforte regalavano sonorità e sensazioni nuove ai piccoli ascoltatori.
C’è chi saltava, si rotolava, rideva, piangeva chi invece viveva il tutto attentamente, vicino alla mamma o al papà, occhi sgranati, sguardo attonito di pura meraviglia.
Ora l’emozione comune è nostalgia.