“Mi pare che, nonostante il rigore logico-morale del quale si dà magari le arie, la musica appartenga a un mondo spirituale per la cui assoluta fidatezza nelle cose della ragione e dell’umana dignità non mi sentirei di mettere la mano sul fuoco. Se ciò nonostante le sono cordialmente affezionato, mi trovo in una di quelle contraddizioni che, se ne abbia gioia o rammarico, sono inscindibili dalla natura umana.”
Thomas Mann, Doctor Faustus (p.13)
Entrare in medias res con le parole di Thomas Mann mi aiuta a portarmi subito sull’ossimoro che connota la musica, sul contrasto logico in cui è radicata e che fin dalla notte dei tempi appassiona la nostra volontà di capire e spiegare, chiamando in causa immediatamente il carattere multiforme che si vuol dare all’indagine messa in atto dal simposio, con uno sguardo caleidoscopico sulle sinergie tra ritmo, movimento e linguaggio.
Nel pormi a presentare questa tavola rotonda “Movimento, Ritmo e Linguaggio nella Prima Infanzia” che, promossa da Audiation Institute, si terrà a Milano sabato 3 marzo 2018, non mi giunge nulla di più utile che partire dalle riflessioni che misero in moto tutto il progetto: l’auspicabilità di un approccio multidisciplinare nella spiegazione di quegli eventi che coinvolgono la musica, fenomeno essenzialmente estetico oltre che fisico, e la presenza di un punto di vista artistico nell’approccio allo studio di questi temi. Nello studio della musica, la questione della priorità tra la matematica e la percezione, ci fa tornare indietro di millenni, fin ai tempi di Pitagora e Aristosseno. Proprio la scienza, ai giorni nostri, attraverso le sue spiegazioni sul funzionamento della percezione umana sembra trovare un trait d’union e dare così ragione, nell’analisi, dell’efficacia della multidisciplinarietà rispetto la settorializzazione.
Nell’elaborazione dell’informazione musicale, il movimento tra emisfero destro ed emisfero sinistro, tra aree cioè deputate rispettivamente alla percezione dei processi creativi e all’elaborazione logico-matematica, quindi a melodia, timbro, ritmo e altezza dei suoni, dà credito in primis alla eterogeneità chiamata in causa dalla musica. Le relazioni tra movimento, ritmo e linguaggio, nel processo di maturazione del bambino in età neonatale sono un dato imprescindibile, e la possibilità di metterle in luce, coinvolgendo le varie competenze chiamate in causa, qualifica la promessa affascinante sulla quale abbiamo sintonizzato il meeting. Inoltre, la prospettiva che si apre da questo incontro è quella di creare un gruppo di studio che possa poi continuare a lavorare in tal senso, per contribuire alla conoscenza dei meccanismi che ci muovono a tempo di musica e che beneficiano anche l’apprendimento linguistico.
L’adesione entusiastica dei relatori che partecipano all’incontro e degli enti patrocinanti, ha dato forza e concretezza poi all’idea.
La tavola rotonda si articola fondamentalmente in due momenti: una prima giornata aperta al pubblico, e una seconda a porte chiuse in cui si cercherà di costruire insieme lo scenario di una ricerca futura, in seguito ai feedback raccolti il giorno precedente.
Luciano Fadiga, neuroscienziato e professore di Neurofisiologia all’Università di Ferrara, aprirà i lavori della prima giornata e ci parlerà di organizzazione motoria e sviluppo. A seguire Simone Dalla Bella, dell’Università di Montpellier, specializzato in Psicologia della Musica e Neuropsicologia, ci aggiornerà sulle sue ricerche in merito al legame che c’è tra informazione ritmica e movimento, e a come questo possa vanificarsi nello sviluppo. Poi Sarah Hawkins, professoressa emerita di Scienza del Linguaggio e della Musica all’Università di Cambridge, ci illustrerà le interazioni tra la ritmicità del linguaggio e della musica. Infine, concluderà gli interventi della mattina Stefan Elmer, professore di Neuropsicologia dell’Università di Zurigo, con un intervento sulla plasticità cerebrale indotta da musica e linguaggio e dalle loro interconnessioni. Nel pomeriggio il discorso focalizzerà maggiormente l’attenzione sulla fascia d’età posta in oggetto. Aprirà i lavori la dottoressa Raffaella Schirò, pediatra e presidente di Nati per la Musica nella regione Lombardia, che ci parlerà dei benefici della proposta musicale precoce e di come la sua associazione li promuova nel territorio con i bambini e le loro famiglie. Seguirà l’intervento di Minna Huotilainen, specializzata in ricerca cognitiva del cervello al Dipartimento di Educazione dell’Università di Helsinky, che illustrerà le sue recenti ricerche sull’apprendimento uditivo del feto e del neonato. In questo simposio non potevano mancare Luisa Lopez e Elena Flaugnacco a presentare i risultati della loro ricerca sui benefici indotti dal ritmo a bambini con disturbi di dislessia. Avremmo modo poi di apprezzare i vantaggi portati dalla musica a bambini ospedalizzati con gli interventi di Cristina Fabarro e Ermanno Moltoni, musicisti e insegnanti di musica di Audiation Institute, specializzati nella Music Learning Theory (MLT), che portano la loro arte a bambini ricoverati con gravi patologie rispettivamente nei reparti di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma, e nel Reparto di Neurologia Pediatrica di Sondrio. Infine l’intervento della sottoscritta, musicista e insegnante di musica specializzata nella MLT, darà voce alla sua ricerca sullo sviluppo dell’attitudine ritrica in bambini nei primi tre anni di vita. La ricerca è stata effettuata durante le sue sessioni di educazione musicale ispirate alla MLT e dedicate, nello specifico, a bimbi appartenenti alla fascia 0-36 mesi.
Moderatori della tavola rotonda saranno Chiara Palmonari, musicista e insegnante di Audiation Institute e Giuliano Avanzini, neuroscienziato dell’Istituto Besta di Milano.
Non mancheranno gli interludi musicali per allietare una giornata di studio così intensa e accattivante.
L’iniziativa è sostenuta dalla “Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani – Neurologia Infantile”, dalla International School of Neurological Sciences of Venice (ISND), dalla Scuola Musicale di Milano, da Nati per la Musica e dal Centro per la Salute del Bambino (CSB).
Concludo con un caloroso invito a partecipare e con l’auspicio che la promessa premessa possa trovare compimento e muovere la sinergia tra ambiti così diversi, eppure così vicini, verso nuove regioni della conoscenza.