Il teatro delle emozioni

Opera Education / Opera Domani: portare l’opera a scuola attraverso gioco scenico, alfabetizzazione emotiva e partecipazione

Pera Education è la piattaforma italiana che dal 1996 promuove la passione per l’opera lirica nel giovane pubblico come strumento per una formazione più completa. Il progetto, nato dall’intuizione educativa e artistica di Barbara Minghetti, è ideato e realizzato da AsLi-Co, Associazione Lirica e Concertistica. Opera Education produce insieme a professionisti emergenti spettacoli adattati alla sua speciale audience e, grazie ai vari format dedicati, dagli 0 ai 30 anni, garantisce proposte di qualità e coerenti con le esigenze delle diverse fasce d’età. Nel 2018 Opera Education ha avviato una ricerca sui linguaggi e sui modelli di partecipazione del pubblico giovane, progettando nuove modalità di coinvolgimento e creando esperienze artistiche condivise. In un progetto di Opera Education, la musica e la narrazione diventano strumenti per costruire un’esperienza emotiva e formativa.

Il teatro come spazio emotivo

Il teatro è un luogo nel quale le emozioni possono essere vissute, riconosciute e trasformate. Attraverso la musica e la scena, i bambini e i ragazzi sono accompagnati a incontrare l’emozione in forma simbolica, protetta, condivisa. La voce, il gesto, il ritmo, la dinamica: tutti questi elementi contribuiscono a rendere l’esperienza teatrale un’esperienza totale, capace di attivare ascolto, empatia e partecipazione.

Educare all’ascolto emotivo

Quando un bambino ascolta un’aria o un coro, non ascolta solo “suoni” ma una trama di intensità, colori, tensioni e distensioni che parlano direttamente al corpo e alla mente. Educare all’ascolto emotivo significa riconoscere che l’ascolto non è mai neutro: è sempre attraversato da stati d’animo, immagini, memorie e aspettative. La musica diventa così un linguaggio che permette di nominare e abitare le emozioni.

Un esempio: danzare un’aria

Proviamo a immaginare di proporre ai bambini un brano d’opera come occasione di gioco e ascolto. Possiamo invitare il gruppo a muoversi nello spazio seguendo l’energia del brano: camminare, correre, fermarsi, cambiare direzione, usare le braccia come se fossero “ali”, oppure danzare in coppia. In questo modo l’ascolto diventa corporeo. Le emozioni passano attraverso il movimento e si rendono visibili e condivisibili. Il gruppo entra in una dimensione di “teatro naturale”, dove l’azione scenica nasce dall’ascolto. E tutti, presi da quella semplicissima danza, finiranno per ascoltare il brano fino in fondo, come ipnotizzati. Un gioco capace di regalarci un ascolto attento, focalizzato sull’emozione. Un ascolto emotivo. Il passaggio alle musiche di Rigoletto (ma potrebbe trattarsi anche di un’altra opera) è semplice. Le arie principali possono diventare le musiche da danzare: “Cortigiani, vil razza dannata” ha un incipit pieno di rabbia, così come il “Lassù nel cielo” finale è un momento di grande tristezza. E scopriremo, ad esempio in un brano di enorme raffinatezza compositiva come “Bella figlia dell’amore”, come i personaggi pur cantando simultaneamente, ci fanno sentire i loro differenti stati d’animo. Sarà bello scoprire che la musica ci restituisce esattamente la storia, costruendo quel suo palcoscenico ulteriore, invisibile, fatto di quell’invisibile più che mai necessario.

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