La scorsa estate Audiation Institute ha proposto un campus estivo musicale a Ponte in Valtellina (Sondrio), a cui hanno partecipato una decina di bambini di diverse età, guidati da un gruppo di insegnanti di Audiation Istitute.
L’obiettivo del campus è stato quello di offrire la possibilità di vivere un’esperienza musicale ricca e dalle molte sfaccettature ispirata ai principi della Music Learning Theory. Pertanto, come ci suggerisce un partecipante, si sono svolte “… attività musicali di gruppo cantando e suonando gli strumenti”.
A differenza di altri corsi di musica, non si usano subito gli spartiti, ma si impara ascoltando e muovendosi e i brani vengono ripetuti varie volte con modalità diverse, finché non si assimilano in audiation. Sono stati cinque giorni in cui gli allievi hanno potuto cantare, suonare insieme strumenti con cui avevano avuto già un precedente approccio, conoscerne di nuovi (la proposta quest’anno è stata: sassofono, tromba, pianoforte, flauto traverso, clarinetto) e avere la possibilità di sperimentarli tutti condividendo l’esperienza con il gruppo, guidati da docenti nonché musicisti di alto profilo professionale, Gaetano Caggiano, Isabella Davanzo, Monica Martini e Ermanno Moltoni.. E’ stata anche l’occasione per parlare di musica, per ascoltare insieme musica di diversi generi, per vedere insieme filmati educativi e scelti: insomma, si è volutamente creato un ambiente fortemente stimolante e utile per affinare e ampliare le competenze musicali dei bambini e favorirne così l’apprendimento di nuove attraverso un’immersione completa nel mondo della musica. Il fil rouge del campus è stato l’opera “Il flauto magico” di Mozart, nella splendida versione animata di Luttazzi, che come un leit motiv si è intrecciato alle varie attività didattiche proposte.
Ma come hanno vissuto i bambini l’esperienza?
Al termine del campus è stato chiesto ai partecipanti più grandi di raccontare il loro soggiorno fornendogli loro come traccia alcune domande mirate e ottenere così il feedback dell’attività svolta. Dalle loro storie emerge prima di tutto un clima di grande serenità, amicizia e divertimento: tutti sostengono di essersi divertiti a cantare e suonare insieme agli amici ma anche a imparare cose nuove. E’ stata molto gradita anche la scelta del luogo, sia grazie alla squisita ospitalità dello staff dello Chalet Pampi, sia per le attività ricreative svolte, che hanno reso possibili attività esplorative del possibile trascorrere momenti esplorativi del territorio in Val Fontana e presso l’osservatorio astronomico “G. Piazzi”. L’unica cosa da migliorare, a detta dei ragazzi, sono stati i ritmi un po’ troppo serrati ai quali avrebbero preferito qualche momento di pausa in più. E’ stata colta invece la differenza tra le lezioni che frequentano durante l’anno e il campus: la condivisione è evidenziata come un valore non solo per il divertimento e lo stare bene insieme facendo musica ma anche come occasione per imparare da e con chi impara e non solo dal modello “perfetto” dell’insegnante. Certamente il connubio tra la professionalità dei docenti, che hanno saputo offrire una proposta di alta valenza formativa musicale e personale, e l’interesse dimostrato dai bambini ha fatto sì che il campus a Ponte in Valtellina si sia rivelato un’esperienza entusiasmante e importante per tutti.
Con l’auspicio che a questo ne seguano tanti altri per la gioia di stare tra amici immersi nella musica.