I concerti per bambini ispirati alla MLT

Berço das Artes e Concertos para Bebés: due progetti portoghesi ispirati alla MLT tra scelte artistiche, ascolto e relazione.

traduzione italiana a cura di Arnolfo Borsacchi

Berço das Artes SAMP e Concertos para Bebés: Due progetti portoghesi ispirati alla Music Learning Theory di Edwin E. Gordon

Gordon in Portogallo

Nel 1995 il professor Edwin Gordon presentò per la prima volta in Portogallo la sua Music Learning Theory. A partire da quell’incontro, svolto presso la “Fundação Calouste Gulbenkian” e organizzato dalla Professoressa Helena Rodrigues, che successivamente avrebbe partecipato alla traduzione in portoghese delle due principali opere di Gordon (Learning Sequences in Music e A Music Learning Theory for Newborn and Young Children), tutto cambiò. L’impatto dell’opera e delle idee di Gordon, da lui stesso sviluppate e divulgate di persona anno dopo anno, si espanse dall’universo dell’insegnamento e della pedagogia musicale all’intero ambito della progettazione e produzione artistica dedicata all’infanzia. Il crescente numero di partecipanti ai suoi incontri, provenienti dall’intero Portogallo e da altri paesi europei, permise una rapida diffusione delle sue ricerche e dei suoi lavori, che furono ampliati e approfonditi durante gli incontri annuali che seguirono quello del 1995. E avvenne proprio ciò che un partecipante al primo incontro col ricercatore nordamericano scrisse sulla lavagna al termine della conferenza: Grazie infinite, Professor Gordon: d’ora in avanti nulla sarà più come prima nell’insegnamento della musica in Portogallo. In ognuna delle più di 180 scuole di musica riconosciute del Portogallo è presente almeno un docente formato sulla MLT e una percentuale sempre crescente di scuole offre percorsi di educazione musicale per bambini da 0 a 3 anni. Ma l’impatto che la teoria di Gordon ebbe, non riguardò solamente o prevalentemente l’ambito dell’insegnamento. L’offerta culturale e formativa per la prima infanzia ricevette uno stimolo portentoso, fecondo e inaspettato e oggi esiste una programmazione dedicata ai piccolissimi praticamente in ogni luogo in cui si fa spettacolo in Portogallo. Dai conservatori di musica e dalle sale da concerto, l’impatto delle idee di Gordon giunge alle biblioteche, agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, alle associazioni di genitori e ai gruppi teatrali, ai festival e ai corsi di aggiornamento e formazione per insegnanti.

Il carattere innovativo delle proposte di Gordon ha prodotto, nelle comunità accademiche e artistiche portoghesi, un rinnovato e più attento interesse nei confronti di molte altre tematiche e molti altri progetti musicali e artistici destinati alla prima infanzia. Internet ha contribuito moltissimo a questa diffusione. Si commenta e si discute con nuovo interesse, alla luce delle ricerche di Gordon, quello che è stato chiamato “effetto Mozart”. La musica entra nei servizi pediatrici degli ospedali pubblici per mezzo dei canti ritmici e tonali senza parole della Music Learning Theory. Indubbiamente l’impatto com la teoria di Gordon ha provocato una rottura positiva, ha lasciato un segno indelebile ed ha portato nuova linfa nell’universo dell’educazione musicale precoce e della produzione artistica destinata alla prima infanzia. Insegnanti e genitori hanno ricevuto nuove responsabilità; gli artisti hanno ricevuto nuove sfide e stimoli; i neonati e i piccolissimi hanno conquistato nuovi ambiti di apprendimento, fruizione, piacere e scoperta. E anche nuovi diritti. E’ stato proprio grazie al crescente numero di attività musicali rivolte alla prima infanzia che la legislazione portoghese è stata recentemente aggiornata al fine di autorizzare legalmente il funzionamento di sale in cui si realizzino spettacoli per neonati, cosa fino a quel momento proibita in Portogallo così come, crediamo, nel resto d’Europa.

Naturalmente i Concertos para Bebés sono anch’essi ispirati alla Music Learning Theory di E.E.Gordon. Ma non è possibile comprendere questo progetto di elaborazione e produzione musicale, che fu realizzato per la prima volta nel 1998, a Leiria, nel centro del Portogallo, senza conoscere alcuni progetti precedenti che ne costituiscono l’origine, la cui natura non è di tipo performativo bensì pedagogico, come il Berço das Artes SAMP (Culla delle Arti SAMP)

Berço das Artes SAMP (Culla delle arti SAMP)

La SAMP (Sociedade Artística Musical dos Pousos), é un’istituzione di pubblica utilità senza scopo di lucro fondata nel 1873. In un piccolo villaggio, a 4 chilometri da Leiria, essa realizza un ampio programma di attività musicali che ruotano intorno ad una scuola di musica riconosciuta, la Escola de Artes SAMP. Il primo livello di studi della scuola, avviato nel 1992, è il Berço das Artes. Consiste in un programma di avvicinamento precoce alle arti, destinato a bambini da 0 a 5 anni, all’interno del quale la musica risulta essere il fulcro dell’attività formativa. Alla sua nascita, questo piano di studi era composto da materie e insegnanti appartenenti a 4 aree: musica, danza, teatro e arti visive. Oggi non prevede più la presenza di insegnanti di arti visive, poiché queste sono proposte dagli insegnanti delle altre 3 aree. Fra il 1992 e il 1995, questa offerta formativa non era rivolta ai bambini sotto i 3 anni, poiché nell’idea originale la proposta riguardava solamente i bambini che potevano partecipare senza la presenza del genitore, vale a dire a partire dai 3 anni d’età. Riferimento teorico principale del progetto della Escola de Artes SAMP era il metodo Orff-Schulwerk, che funse da impalcatura per l’offerta formativa del Berço das Artes. L’arrivo di Edwin Gordon in Portogallo, nel 1995, permise un rinnovamento e un ampliamento di tutto il lavoro sviluppato fino a quel momento e, da allora in poi, il progetto fu allargato ai neonati, principalmente dai 3 mesi di vita in poi, età in cui le famiglie potevano sentirsi più serene nel proporre una prima esperienza “accademica” ai loro bambini.

Gli alunni di questo livello del progetto partecipano a lezioni settimanali per tutto l’anno scolastico, da settembre a giugno, e si riuniscono in gruppi identificati dal nome di un colore. Da 0 a 6 mesi (Carmins); da 7 a 12 mesi (Violetas); da 13 a 24 mesi (Rosas); a 3 anni (Azuis); a 4 anni (Verdes) e a 5 anni (Vermelhos). Ogni gruppo è composto di 8-14 bambini, accompagnati da uno o da due adulti. Tutte le lezioni sono realizzate da due insegnanti, che propongono attività di musica, danza e teatro. Ogni coppia di insegnanti concorda il programma dell’attività settimanale: l’insegnante di danza deve includere nel proprio programma delle attività di musica e l’insegnante di musica deve includere nel proprio programma attività di danza. Fino ai 3 anni d’età, i bambini partecipano a lezioni settimanali di musica-danza della durata di 45 minuti. Dopo i 3 anni, i bambini partecipano a 2 lezioni settimanali di 45 minuti: una lezione di musica-danza ed una lezione di teatro-strumento, realizzata, alternatamente, da un insegnante di musica o da un insegnante di teatro.

La Music Learning Theory di Gordon fu inserita nelle pratiche educative già esistenti nel progetto e tra il 1996 e il 2002 fu messa in pratica in modo sistematico.

  • Il nuovo concetto di Audiation, coniato da Gordon, fu sperimentato in ognuna delle diverse fasce d’età in relazione ai tipi e agli stadi dell’audiation preparatoria: acculturazione, imitazione e assimilazione.
  • Il manuale “Music Play”, e le sue proposte educative, diventarono punto di riferimento per tutti gli insegnanti, a partire dagli insegnanti di musica ma estendendosi anche, con le dovute interpretazioni, agli insegnanti di teatro e danza e a tutti gli altri.
  • La comunicazione non verbale divenne, sistematicamente e completamente, lo strumento principale di tutte le lezioni, cosa che rese necessario lo sviluppo di nuove strategie di lavoro;
  • Il repertorio di canti ritmici e tonali senza parole gordoniani, sostituì la maggior parte del repertorio fino allora utilizzato e stimolò la produzione di un più ampio repertorio di canti senza parole.
  • L’uso dei pattern tonali e ritmici divenne lo strumento principale di tutta la proposta di acculturazione musicale tonale e ritmica.
  • La ricerca della varietà nei repertori, nelle sintassi e nei linguaggi musicali divenne obiettivo costante di tutti gli insegnanti, insieme ad una rinnovata attenzione nella scelta dell’accostamento di metri, scale e modi;
  • I test sull’attitudine musicale, da “AUDIE”, per i più piccoli, fino a “Advanced Measures of Music Audiation”, furono proposti regolarmente e sistematicamente a tutti gli alunni, insieme all’ “Instrument Timbre Preference Test” al momento della scelta dello strumento.

La sistematica somministrazione dei test di Edwin Gordon e il fatto che il progetto Berço das Artes si realizzi all’interno di una scuola di musica riconosciuta, all’interno della quale si accompagnano da 20 anni, ininterrottamente, alunni dagli 0 ai 18 anni fino al loro ingresso all’istruzione superiore, ci ha permesso di giungere ad alcuni risultati particolarmente significativi. Pur non essendo la SAMP un’istituzione di ricerca, abbiamo sempre raccolto e valutato i risultati del progetto. Vogliamo condividere qui alcuni dati emersi tra i più significativi:

  • Per la globalità dei nostri alunni (nonostante l’alta qualità delle lezioni settimanali al Berço), neonati e bambini, pur frequentando due volte a settimana la scuola di musica, le principali figure di riferimento, che passano più tempo con loro e che, per questo, più li condizionano, acculturano e aiutano a crescere, sono gli educatori di nido, gli insegnanti della scuola dell’infanzia, gli operatori ausiliari della scuola e i genitori. Le attività musicali che tali figure realizzano con i bimbi sono molto più significative, perché quotidiane e più estese nel tempo rispetto le lezioni al Berço das Artes.

E’ emersa quindi molto presto la necessità di creare un programma di formazione rivolto a tutte queste figure educative. Per questo motivo è nato, nel 1996, il programma Músicos de Fraldas (Musicisti in pannolino), ancora esistente, che ogni anno sensibilizza e forma genitori ed educatori d’infanzia sulla base di principi strettamente collegati alla Music Learning Theory di Edwin Gordon;

  • Dopo alcuni anni abbiamo avuto conferma del fatto che non erano sempre i bambini che dimostravano un alto livello di attitudine musicale all’inizio del processo, a proseguire, successivamente, negli studi musicali. Erano soprattutto i bambini che dimostravano un chiaro e immediato piacere nella pratica e nell’ascolto musicali e che erano inseriti in un contesto familiare che accoglieva e stimolava questo piacere.

Da questa osservazione emerse chiaramente la necessità di sostituire molti dei procedimenti con i quali si cercava di consolidare l’attitudine musicale innata del neonato e lo sviluppo della sua “attitudine in sviluppo”, con un programma più solido di coinvolgimento delle famiglie dei bambini e con l’elaborazione di un programma di attività in cui si desse più spazio alla performance degli insegnanti e ad un moltiplicarsi di momenti catartici nelle sessioni di lezione.

  • Lavorare quotidianamente, per molti anni, con un’equipe composta da svariati professionisti di diverse discipline rivolte ai piccolissimi e alle loro famiglie, ci ha portato ad acquisire una quantità molto grande di conoscenze, scoperte e competenze che hanno contribuito a introdurre nel progetto nuove sfide e che lo hanno ampliato, portandolo ad estendersi in direzioni e campi totalmente imprevisti. Osservare i piccoli, registrare sistematicamente i risultati della diade adulto-bambino, esibirsi in una situazione “da camera” per queste due generazioni ricercando il coinvolgimento emotivo di entrambe e il dover creare settimanalmente, per tutto un anno scolastico, lezioni-performance tenute da artisti di diverse aree, il tutto all’interno di un’inevitabile comunione con la comunità in cui si inserisce il progetto, ha provocato una tracimazione da quelli che erano i suoi argini naturali.

Sono stati inseriti neonati e piccolissimi con diversi tipi e livelli di disabilità (perché la comunicazione non verbale e il repertorio dei canti tonali e ritmici senza parole si è dimostrato particolarmente stimolante per i bambini autistici) e sono stati sviluppati nuovi progetti in ambito terapeutico per la prima infanzia;

Sono stati avviati programmi in ambito ospedaliero, innanzitutto in ambito pediatrico, con il progetto Allegro Pediátrico e, successivamente, nelle aree della malattia mentale, nelle sale d’attesa dei pronto soccorso e nelle unità di terapia del dolore;

Sono stati sviluppati programmi per anziani in fase terminale, sulla base del modello di attività destinato ai piccolissimi e, oggi, il progetto Novas Primaveras, dedicato a varie tipologie di pubblico anziano, raggiunge un numero di utenti molto più numeroso delle centinaia di neonati e bambini del Berço das Artes;

Le equipes del Berço das Artes sono state invitate a sviluppare vari progetti musicali per la comunità, sulla base della proposta elaborata per i bambini e le loro famiglie: il più significativo di questi è, attualmente, il progetto Ópera na Prisão (Opera in Carcere)

  • Nonostante le sessioni di lezione realizzate nel Berço das Artes contengano musica vocale e strumentale eseguita dal vivo, i genitori e gli educatori d’infanzia hanno iniziato a desiderare di potersi recare con i loro bimbi nelle sale da concerto. Dal momento che, però, le sale da concerto dedicate alla musica generalmente detta “classica” non permettevano l’accesso, per motivi legali, ai bambini al di sotto dei 3 anni, è emersa la necessità di realizzare occasioni di musica dal vivo per la prima infanzia. Sono nati, così, i Concertos para Bebés;

Concertos para Bebés

Quando, nel 1998, abbiamo dato vita ai Concertos para Bebés, il nostro obiettivo era integrare le lezioni che i bambini frequentavano settimanalmente all’interno di una dimensione essenzialmente pedagogica, con un programma, altrettanto regolare, di pura fruizione, che non avesse l’intenzione di insegnare musica o di promuovere lo sviluppo dell’attitudine musicale del pubblico partecipante.

La principale differenza fra i primi concerti che realizzammo e i concerti attuali risiede nel fatto che all’inizio consideravamo come pubblico i soli neonati, mentre al giorno d’oggi il progetto è pensato per i bambini e la diade o triade familiare. Il bambino partecipa al concerto in braccio alla mamma o al papà, può essere accompagnato da un fratello più grande e/o dai nonni. La qualità del suo coinvolgimento emotivo cambia molto in relazione all’atteggiamento di chi lo accompagna, specialmente se la persona che lo tiene in braccio si lascia coinvolgere. Se l’adulto che tiene il bimbo in braccio si fa coinvolgere dal processo di fruizione, il bambino lo percepisce e comprende dal respiro, dalla tensione muscolare e dalla postura fisica del corpo dell’adulto stesso. Il dialogo fra l’interesse e il gusto personale che il bambino già possiede e i segnali fisici che riceve dalla persona che lo tiene in braccio fa sì che il bambino decida di investire in misura maggiore o minore nell’atteggiamento d’ascolto durante ogni concerto. Per questo motivo tutto il processo di progettazione dei concerti si è evoluto con lo scopo di offrire un momento musicale intenso a 4 generazioni: neonati, fratelli piu’ grandi, genitori e nonni.

Chi sono gli interpreti dei Concertos para Bebés? Attualmente un ottetto stabile, con 4 strumentisti, 3 cantanti e una ballerina. Dopo un lungo periodo di sperimentazione nei primi 5 anni del progetto (archi o fiati? Registro acuto o grave? Quali i generi più adatti? Più musica vocale o più musica strumentale? Come creare un compromesso fra la presenza di musica classica, musica jazz e musica tradizionale? Etc.) si è giunti ad una formazione con due saxofoni (alto e baritono), un clarinetto soprano e una fisarmonica. Accanto a questo ottetto stabile, ci sono più di 60 solisti ospiti, che rappresentano tutti i principali strumenti della nostra cultura. La maggior parte di essi viene dalla musica classica (tutti gli strumenti dell’orchestra: clavicembalo, pianoforte, etc) ma sono presenti anche i nuovi linguaggi, con i computer e altri dispositivi elettronici, oltre agli strumenti della musica tradizionale di tutte le parti del mondo e gli strumenti del pop e del rock.

Nelle due sale da concerto dove il progetto è realizzato stabilmente, si presenta, ogni mese, un nuovo programma, che è costruito attorno ad un tema o ad un solista ospite.

La maggior parte dei “bebè melomani” di queste sale da concerto “convincono” i loro genitori a comprare i biglietti d’ingresso per tutta la stagione, cosa che permette loro di poter ascoltare 50 concerti nei loro primi 5 anni di vita. La percentuale di bambini che partecipano a tutti i concerti, dalla loro nascita fino al compimento dei 5 anni, età limite, è superiore al 25%. Vale a dire che a 5 anni d’età questi bambini hanno già avuto la possibilità di ascoltare tutti i principali strumenti musicali della loro cultura suonati dal vivo.

In tutti i concerti si dà al pubblico la possibilità di partecipare suonando o cantando. Ciò può avvenire mediante semplici pattern melodici o ritmici, cantati come ostinati, ai quali si sovrappongono le improvvisazioni strumentali dei solisti, oppure per mezzo di frasi melodiche leggermente più complesse, elaborate a partire dal repertorio del concerto, o ancora con una partecipazione ritmica realizzata per mezzo di oggetti d’uso comune, come sassolini o conchiglie che vengono distribuiti al pubblico adulto in un determinato momento.

Questa partecipazione diretta del pubblico adulto all’azione dei professionisti, è una delle principali cause del sorgere di una forte relazione emotiva con il progetto da parte di adulti e bambini. I bambini scoprono che, per gli adulti a loro cari, fare musica è importante e dà piacere, e fanno esperienza di queste emozioni in braccio agli adulti nei quali ripongono maggiore fiducia. Ma anche i genitori scoprono di poter giocare quotidianamente con i loro figli utilizzando la musica, per mezzo di formule e materiali semplici e alla portata di tutti. E’ importante sottolineare che in questo progetto la musica è un qualcosa di cui si fruisce ma, contemporaneamente, un processo prezioso del quale si è partecipi.

Lo spazio in cui si svolgono in concerti è stato concepito al fine di creare una grande complicità fra gli interpreti, i bambini e gli adulti. Ci sono momenti in cui i territori del pubblico e degli artisti sono definiti in modo molto chiaro e altri momenti in cui l’intera sala da concerto diventa palcoscenico, ed è in questi momenti che il contrappunto e il dialogo fra strumentisti e bambini diventano più arditi.

Un rettangolo centrale, di 8 metri per 6, ornato di un disegno di luci che oscilla dall’ambiente intrauterino fino alla luminosità di una giornata di sole, costituisce la principale area d’azione. Intorno a questo rettangolo, ne esistono altri due più grandi: uno, intermedio, fatto di cuscini, che accoglie il pubblico di età superiore ai 18 mesi e un altro ancora, esterno, fatto di sedie, che accoglie gli adulti che partecipano senza bambini al seguito. Per dovere di cronaca, dobbiamo dire che, nel corso degli anni, il numero di adulti che frequenta i concerti senza bambini al seguito è sempre crescente. Prima dell’inizio del concerto, il pubblico viene accolto in uno spazio esterno con una breve performance che ha la finalità di comunicare alcune piccole regole e suggerimenti agli adulti partecipanti. Le più importanti fra queste riguardano il tranquillizzare le mamme relativamente alla possibilità che i bimbi piangano, suggerendo loro come comportarsi in tal caso; il comunicare l’importanza di non prendere le mani e le braccia dei bambini per farli applaudire o muoversi sul ritmo e, più importante ancora, sottolineare l’importanza di non spiegare ai bambini cosa succede durante il concerto né di dare informazioni su ciò che stanno ascoltando. E’ importante che ogni bambino possa godere del concerto nel modo più intenso, intimo, libero e soggettivo possibile, perché i bambini sono raffinati specialisti nell’apprendere ciò che veramente interessa all’essere umano e lo sono molto più dei loro genitori o dei loro nonni. Questo momento di accoglienza in un foyer permette che, successivamente, il concerto possa svolgersi senza che ci sia bisogno di utilizzare il linguaggio verbale. Oltre alle sale da concerto, alcuni temi proposti o alcuni solisti ospiti, per le loro specifiche caratteristiche, suggeriscono l’uso di altri spazi, quali il chiostro di una cattedrale, un giardino particolarmente bello, un auditorium all’aperto, protetto dal rumore e dagli eventi atmosferici.

Nonostante i Concertos para Bebés si allontanino molto da una sessione di lezione come quelle presentate in Music Play, o quelle realizzate al Berço das Artes, alcuni elementi chiave della Music Learning Theory continuano ad essere presenti. Tutto il concerto è “non verbale”, i tempi dell’apprendimento sono rispettati, giacché si propongono brani che durano fra i 30 secondi e i 2 minuti; si usano pattern ritmici e tonali, nella cui esecuzione sono coinvolti i genitori e si fa ricorso ad alcuni accessori che aiutino i bambini ad individuare e porre attenzione in modo più ricco e intenso gli oggetti sonori e musicali presentati.

Conoscendo l’importanza di fornire ai piccolissimi un’acculturazione musicale quanto più ricca e equilibrata possibile, si capisce facilmente perché sia la musica detta “classica” a costituire l’ossatura principale del progetto. In essa, nell’immenso patrimonio musicale dell’umanità, è più facile trovare disponibile una grande varietà di forme, di strutture armoniche, di contrasti dinamici, di densità, di andamenti e timbri rispetto a qualsiasi altro sistema e linguaggio musicale. Ma pur essendo la musica classica l’ossatura del progetto, essa non è presente in modo esclusivo nella programmazione dei Concertos para Bebés. Il Jazz, e soprattutto le musiche tradizionali e folkloriche, sono presenti nei concerti per tutto quello che rappresentano della nostra cultura e della nostra identità, e anche per la grande apertura e le grandi possibilità che offrono relativamente al coinvolgimento diretto del pubblico nella peformance.

Grazie ai bambini e con la musica, si aprono nuove strade per una società in cui l’Arte non sia solamente un oggetto di lusso o da fine settimana o un’attività extracurriculare riservata a pochi privilegiati, ma un bene quotidiano e prezioso per tutti. Quando si vede ridotta l’importanza attribuita alle materie artistiche nei curricula generali dell’istruzione obbligatoria dei paesi occidentali, assumono particolare importanza i progetti che aiutino le persone a mantenere un vincolo con i processi creativi, che sono esclusivi della specie umana. La musica è sicuramente la più grande fra le fonti che alimentano, nell’essere umano, la necessità di creare e di trascendere, e quando è insegnata e realizzata con e per i piccolissimi, si dimostra ancor più feconda, in termini di processi e di risultati..

Berço das Artes SAMP e Concertos para Bebés: Dois projectos portugueses com a inspiração da Teoria de Aprendizagem Musical de Edwin Gordon

GORDON EM PORTUGAL

Foi em 1995 que o professor Edwin Gordon apresentou em Portugal pela primeira vez a sua Teoria de Aprendizagem Musical. Tudo mudou depois daquele encontro na Fundação Calouste Gulbenkian, promovido pela Professora Helena Rodrigues, que mais tarde viria também a participar na tradução para português das duas principais obras do mestre: Learning Sequences in Music e A Music Learning Theory for Newborn and Young Children. O impacto das ideias e da obra de Gordon, comunicadas e desenvolvidas anualmente ao vivo pelo próprio, alargou-se do universo do ensino e da pedagogia musicais para toda a criação e produção artísticas dedicadas à infância. O número crescente de participantes nos seus encontros, vindos de todo o Portugal, e alguns de outros países da Europa, rapidamente difundiu a sua investigação e trabalhos, que se foram nutrindo e aprofundando nos encontros anuais que se seguiram a 1995. Como alguém escreveu no quadro da sala de conferências no final da primeira comunicação do professor norte americano: Muito obrigado Professor Gordon, depois do dia de hoje nada mais será como antes no ensino da música em Portugal.

Assim aconteceu. Em qualquer das mais de 180 escolas oficiais de música em Portugal existe pelo menos um professor com alguma formação em Gordon, e uma percentagem crescente das mesmas oferece a possibilidade de aulas para crianças abaixo dos 3 anos de idade. Mas não foi só, nem maioritariamente, no ensino que a teoria de Gordon teve impacto. A oferta cultural para a primeira infância recebeu com a vinda deste professor e investigador um tremendo, fecundo e inesperado impulso, e hoje existem em praticamente todas as salas de espectáculos nacionais uma oferta de programação para bebés. Dos conservatórios de música e salas de concerto o impacto das ideias de Gordon chega a bibliotecas, creches e jardins de infância, associações de pais e grupos de teatro, festivais de artes e programas de formação de professores. A inovação das propostas de Gordon abriu nas comunidades académica e artística portuguesas, bem como na comunicação social e na comunidade em geral, um redobrado e mais atento interesse em muitos outros temas e projectos no domínio da música e artes para bebés. A internet ajudou a essa difusão. Comenta-se e debate-se o chamado Efeito Mozart à luz de Gordon com redobrados interesses. Leva-se a música aos serviços de pediatria dos hospitais nacionais pela mão dos cantos e canções sem palavras da Teoria de Aprendizagem Musical. Indubitavelmente a vinda de Edwin Gordon provocou uma ruptura activa, um marco, lançou um rastilho novo no universo da iniciação musical e da produção artística para a primeira infância. Professores e pais receberam novas responsabilidades, artistas receberam novos desafios e estímulos, e os bebés ganharam novos campos de aprendizagem, fruição, prazer e descoberta. Também novos direitos. Foi pelo crescente número de actividades musicais para bebés em salas de produção profissional, que a legislação portuguesa foi alterada recentemente para permitir a autorização legal de funcionamento a salas com espectáculos para bebés, proibida até então, como de resto cremos que acontece em toda a Europa.

Os Concertos para Bebés são, também eles, naturalmente inspirados na Teoria de Aprendizagem Musical de Edwin Gordon. Mas não é possível compreender este projecto de criação e produção musical, que teve a sua estreia em 1998 na cidade de Leiria, no centro de Portugal, sem olhar alguns projectos anteriores que lhe dão origem, e que são de natureza pedagógica e não performativa, como o Berço das Artes SAMP.

BERÇO DAS ARTES SAMP

A SAMP, Sociedade Artística Musical dos Pousos, é uma Instituição de Utilidade Pública sem fins lucrativos fundada em 1873. Numa pequena aldeia a 4 quilómetros de Leiria, desenvolve um amplo programa de práticas musicais em torno de uma escola com ensino oficial de música, a Escola de Artes SAMP. O primeiro nível de estudos desta escola, com início em 1992, é o Berço das Artes. Trata-se de um programa de iniciação às artes, para crianças dos 0 aos 5 anos de idade, tendo a música como eixo central de formação. Quando no seu início, este plano de estudos envolvia de forma integrada conteúdos e professores de 4 áreas: música, dança, teatro e artes visuais. Hoje não integra professores de artes visuais, ainda que as mesmas sejam desenvolvidas pelos professores das restantes 3 áreas. Entre 1992 e 1995 o programa também não recebia bebés recém-nascidos, pois na sua origem o projecto dirigia-se exclusivamente à criança deixando os pais à porta da sala de aulas, e por isso só os alunos com 3 ou mais anos ingressavam nestas classes. Na base do projecto da Escola de Artes SAMP foi o método Orff-Schulwerk que alicerçou todo o plano de estudos do Berço das Artes. A vinda de Edwin Gordon a Portugal em 1995 veio refrescar e alargar todo o trabalho até então desenvolvido, e desde aí passaram a integrar o projecto bebés desde o seu nascimento, maioritariamente a partir dos 3 meses de vida, idade em que as famílias sentem ser mais tranquilo esta primeira experiência académica para os seus filhos.

Os alunos deste ciclo de iniciação têm aulas semanais ao longo de todo o ano lectivo, de setembro a junho, e encontram-se organizados por turmas com nomes de cores. Dos 0 aos 6 meses (Carmins) 7 aos 12 meses (Violetas) 13 aos 24 meses (Rosas) 3 anos (Azuis) 4 anos (Verdes) e 5 anos (Vermelhos). Cada turma tem entre 8 e 14 crianças, sempre em parceria com um ou dois adultos acompanhantes. Todas as aulas são realizadas por dois professores, combinados entre música, dança e teatro. Cada um dos pares de professores programa em equipa a sua aula semanal alternada, sendo que o professor de dança tem de incluir nas suas aulas actividades para o professor de música, e o professor de música tem de integrar dança nas suas aulas. Até aos 3 anos de idade têm uma aula semanal de música-dança com a duração de 45 minutos. Depois dos 3 anos têm duas aulas semanais de 45 minutos, uma de música-dança, e uma segunda aula de teatro-instrumento, conduzida de forma alternada por um professor de música ou de teatro.

A Teoria de Aprendizagem Musical de Gordon foi assimilada pelas práticas já existentes no projecto, e entre 1996 e 2002 foi implementada de forma muito sistémica.

  • O novo conceito Audiation cunhado por Gordon foi explorado para cada uma das faixas etárias: aculturação, imitação e assimilação;
  • A obra Music Play, e as suas propostas pedagógicas, foi assumida como um manual de trabalho de referencia para todos os professores, interpretada num primeiro plano pelos professores de música, mas ao longo do tempo transposta para as áreas do teatro e da dança pelos restante profissionais;
  • A comunicação não verbal sistematizou-se integralmente para todas as sessões, e obrigou a desenvolver novas fórmulas de trabalho;
  • O repertório sem palavras de cantos e canções gordonianos substituiu a grande maioria de repertório até então praticado, e provocou uma onda de criação de novo repertório não verbal;
  • O uso de padrões rítmicos e melódicos cunhou todo o trabalho inicial de aculturação tonal e rítmica;
  • A diversidade de repertórios, gramáticas e linguagens musicais passou a ser uma busca constante por parte de todos os professores, com redobrados cuidados na escolha e alinhamento de métricas, escalas e modos;
  • Os testes de aptidão musical, do AUDIE para as primeiras idades, até ao Advanced Measures of Music Audiation, foram implementados sistémica e regularmente a todos os alunos, bem como o Instrument Timbre Preference Test aquando da escolha do instrumento para prosseguimento de estudos.

A implementação sistémica dos testes de Edwin Gordon, bem como o facto do projecto Berço das Artes se desenrolar numa escola oficial de música, onde há duas décadas ininterruptas se acompanham os alunos dos 0 aos 18 anos com a sua entrada no ensino superior, levou a que chegássemos a alguns resultados de particular significado. Não sendo a SAMP uma instituição de investigação, nem ter esse como um dos seus objectivos, sempre coligimos e avaliamos os resultados do projecto. Aqui partilhamos 4 dos dados mais significativos:

  • Para a generalidade dos nossos alunos (por muito qualitativas que sejam as aulas semanais de Berço) os bebés e as crianças, mesmo que venham duas vezes por semana à escola de música, quem mais tempo passa com as crianças e por isso mais as condiciona, acultura, e desenvolve, são os educadores de infância, os auxiliares educativos das suas escolas e os pais. As actividades musicais que estes desenvolvem com os bebés são muito mais significativas, porque diárias e com uma maior duração, do que as aulas do Berço das Artes. Logo, tornou-se evidente a necessidade de criar um programa de formação para todos estes agentes educativos, e assim nasceu em 1996 o programa Músicos de Fraldas, ainda hoje em vigor, que anualmente alerta e forma pais e educadores de infância para alguns princípios muito baseados na Teoria de Aprendizagem Musical de Edwin Gordon;
  • Ao fim de alguns anos, confirmámos que não eram por regra os

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