Emilio Capalbo (Cagliari, 1968)
è diplomato in Organo e Composizione Organistica.
Dal 2000 è professore di Armonia, Fuga, Contrappunto e Composizione presso il Conservatorio di Cagliari, dove dal 2005 si occupa anche di tutti i corsi afferenti l’ambito della popular music. Insieme al suo ex-allievo e chitarrista Maurizio Marzo (Cagliari, 1975) ha portato avanti negli anni un lavoro di ricerca teorica e pratica (entrambi i musicisti non hanno mai smesso di frequentare professionalmente la musica pop e rock come strumentisti e arrangiatori) che a fine 2018 si è concretizzato in questo Manuale di Armonia Pop-Rock.
Perché ne parliamo ?
Principalmente perché si tratta del primo manuale in assoluto che analizza nello specifico questo genere musicale. Proprio così: finora, dopo decenni di studi sulla popular music, non esisteva ancora, né in Italia né all’estero, un testo che cercasse di dare sistematicità ai processi armonici di quella che è probabilmente la branca più rappresentativa della musica occidentale.
Autori: Emilio Capalbo e Maurizio Marzo Titolo: Manuale di Armonia Pop-Rock Codice ISBN: 9788894197570
Editore: Edizioni Kappabit
Data di pubblicazione: Dicembre 2018 Pagine: 176
Come Audiation c’è poi un altro motivo per cui abbiamo trovato interessante leggere e recensire questo libro, ed è il fatto che essenzialmente segue, pur rivisitandone in maniera originale alcuni principi, il filone teorico dell’armonia funzionale, che è quello da cui prende le mosse anche la Music Learning Theory (MLT) di E.Gordon.
Fatta questa premessa, comincerei a introdurre il libro. Innanzitutto si tratta di un manuale, quindi va considerato come un testo di studio e consultazione. È un manuale dedicato alla musica pop-rock, il che significa che non vengono trattate, se non incidentalmente, tematiche relative all’armonia classica o jazz (materie per le quali comunque sono reperibili tantissimi altri testi specifici).
L’obiettivo dichiarato è quello di individuare e analizzare i processi armonici funzionali che caratterizzano la musica pop-rock, e sistematizzarli all’interno di un’organizzazione logica coerente con quelle usate negli studi di ambito classico-accademico. Per gli autori dunque il compito è stato quello di costruire ex-post, attraverso l’ascolto e l’analisi di centinaia di brani, un corpus teorico consistente per dei meccanismi compositivi di cui ogni musicista pop-rock che abbia una certa esperienza è già in qualche modo interiormente consapevole (per usare un termine caro alla MLT potremmo dire che ne è consapevole nella sua audiation). Si parla inoltre di un genere musicale per il quale la composizione avviene spesso direttamente in fase di esecuzione, cioè in sala prove, con gli strumenti in mano, più che a tavolino con matita e pentagramma.
Tutto questo ha portato ad alcune precise scelte di forma e di contenuto.
In primo luogo, a differenza di altri manuali simili, gli autori hanno preferito non aggiungere una sezione di esercizi, che appunto dovendo essere svolti a tavolino rischierebbero di snaturare la funzione attiva dell’ascolto e del “comporre suonando” a favore di una teorizzazione pura che potrebbe rivelarsi sterile.
L’ascolto è poi stimolato attraverso un gran numero di esempi. In totale sono citati più di 120 brani, che spaziano in tantissimi sottogeneri e periodi, dal blues delle origini al brit pop del 2016, passando per soul, hard rock, progressive, grunge, metal, funky, etc. Solitamente di ciascun esempio viene riportato su pentagramma un frammento del brano particolarmente significativo per l’argomento di cui si parla; la scrittura è sempre in chiave di violino e sempre con gli accordi espressi nella notazione pop-rock, in modo che sia di lettura immediata per il maggior numero possibile di persone. Ciascun frammento – innovazione davvero interessante! – è poi accompagnato dal tipico quadratino del QR-Code, cosicché chi non conosce il brano possa ascoltarlo immediatamente avvicinando il tablet o lo smartphone alla pagina del libro.
Veniamo ora ai contenuti del volume.
Il manuale si compone di sette capitoli. I primi tre (rispettivamente “Intervalli”; “Scale, Modi e Tonalità”; “Accordi e Gradi”) ripercorrono le nozioni fondamentali dell’armonia, in un excursus riassuntivo rigoroso e completo. Capitoli sostanziali per chi avesse bisogno di acquisire o riprendere dimestichezza con i concetti e la terminologia dell’armonia classica e in ogni caso utili anche per i lettori più esperti, come sintesi e come rilettura di passaggi logici e di termini che nei capitoli successivi verranno dati per acquisiti.
A partire dal quarto capitolo si entra nel vivo della trattazione. In particolare i capitoli Quattro, “Funzioni”, e Cinque, “Modulazioni e dominanti secondarie”, mi sono apparsi il vero cuore del libro, la parte dove i concetti propri dell’armonia funzionale vengono analizzati a fondo e poi rimodulati per essere poi declinati secondo la prassi compositivo-esecutiva della musica pop-rock. Il capitolo Sei, “Forma”, è la doverosa sezione dedicata alla struttura dei brani, con un particolare accenno alle evoluzioni delle dodici battute del blues; infine il capitolo Sette, “Esempi di analisi armoniche complete”, prende in esame alcuni brani molto famosi secondo i criteri descritti nei capitoli precedenti.
Pur non essendo questa la sede per un’analisi di dettaglio, vorrei almeno elencare rapidamente alcuni dei contenuti che ho trovato più peculiari e innovativi.
Innanzitutto c’è un concetto che fa da filo conduttore generale e che personalmente mi sento di sottoscrivere: nell’armonia pop-rock è fondamentale l’ascolto, più della nozione teorica. Ovvero, per fare un esempio, se la teoria ci dice che un certo accordo in una certa posizione non ha funzione di dominante, ma l’orecchio ascoltando il brano lo riconosce come dominante, allora quell’accordo ha proprio funzione di dominante e si tratta di capire perché. Questo tipo di riflessione compare in diversi punti del libro, ma è bene tenerla presente durante tutta la lettura, anche dove non sia esplicitata.
Con questo presupposto ho trovato tutta la trattazione, fin dall’inizio, molto coerente, puntuale e rigorosa, a partire dall’analisi delle funzioni secondarie, ovvero di come le funzioni principali di tonica, dominante e sottodominante nella musica pop-rock vengano spesso espresse non tramite i loro propri accordi ma con i relativi contraccordi o accordi paralleli. Ugualmente acute e originali sono le osservazioni sull’uso del IV grado con funzione di dominante e su come questo spostamento spesso provochi un’inversione funzionale tra IV e V grado, creando una struttura V-IV-I così familiare nella musica pop-rock quanto lontana da quella classica e jazz; quelle sulla polimodalità, intesa come la compresenza di due o più centri tonali nello stesso brano o frammento musicale e sulle forme in cui può presentarsi. Infine mi sono parse di assoluto rilievo le analisi degli elementi di maggiore complessità, come le omissioni della fondamentale o dell’intera triade negli accordi di dominante (concetto già noto nell’armonia jazz, ma che dentro un brano pop-rock acquista un “gusto” del tutto nuovo) e la trattazione, per me quasi rivoluzionaria, dei casi di “salto di funzione”, cioè per esempio quando l’accordo di dominante viene omesso del tutto, epperò in qualche modo continua a esserci, come se l’orecchio ne percepisse il vuoto e la mancanza.
In sintesi, un lavoro notevole. A chi consigliarlo?
Ovviamente non serve per imparare la prassi esecutiva pop-rock, che come tutti sappiamo si apprende e si tempra in sala prove. Sicuramente utile però per il musicista pop-rock che voglia andare oltre la sala prove e acquisire un grado superiore di consapevolezza di quello che sta facendo. È utile allo studente di Conservatorio e in generale a chiunque studi armonia classica o jazz e voglia conoscere meglio i meccanismi armonici delle forme pop-rock, che spesso rispondono a logiche affatto differenti da quelle già conosciute. È utile a chi insegna, soprattutto, ma non solo, armonia, composizione o teoria musicale, e soprattutto, ma non solo, se insegna anche musica pop-rock.
L’ho trovato infine utile per me come insegnante MLT, perché mi ha dato prospettive nuove da cui guardare le funzioni armoniche che già utilizziamo nella nostra didattica, e spunti che potrebbero aiutarmi nell’evoluzione del repertorio da proporre ai bambini, perché ricordiamocelo, i nostri piccoli allievi di pop-rock ne ascoltano tantissimo!
Per contattare gli autori:
https://www.facebook.com/manualediarmoniapoprock/