Ho sempre amato scrivere per giovani esecutori.
Credo che sia un campo ancora poco conosciuto e approfondito, spesso sottovalutato dai miei colleghi compositori. Comporre qualcosa che poi verrà eseguito da ragazzi comporta molti accorgimenti e uno studio approfondito delle possibilità tecniche di strumentisti e cantanti. Scrivere in modo semplice e accurato, non banale e scontato, è l’elemento principale delle composizioni per la didattica. Come scrive Paolo Marzocchi, a proposito delle sue composizioni per ragazzi delle scuole medie a indirizzo musicale: «ho provato a scrivere delle composizioni […] con un linguaggio e una forma complessi, che pongano gli esecutori davanti a problematiche tecniche e interpretative affini a quelle che si possono incontrare nel repertorio contemporaneo per professionisti».1 Bambini e ragazzi diventano quindi i protagonisti delle composizioni: «non musica “per bambini” o “per ragazzi”, ma musica “con bambini” e “con ragazzi”».2
Grandi compositori del passato si sono rivolti all’infanzia nelle loro composizioni. Pensiamo ai famosissimi Pierino e il lupo di Prokofiev e Babar di Poulenc, alle pagine pianistiche di Schumann e Bartók. Gli scopi erano vari: avvicinarsi al mondo dei bambini, farne parte, scrivere per loro e anche rendere i giovani esecutori protagonisti dell’espressione musicale.
Ogni compositore nella scrittura di un brano ha come punto di partenza la propria storia personale, le sue esigenze e volontà artistiche. Il mio punto di partenza è stato un fatto accaduto realmente, quello di Amelia Earheart, la prima donna ad attraversare in volo l’Oceano Atlantico in solitaria nel 1932.
Mi sono ritrovata a leggere, quasi per caso, il libro Amelia che sapeva volare di Mara Dal Corso, edito da EDT.
Oltre alla ricchezza della storia, sono rimasta affascinata dalla profondità di ogni singola parola. Il testo nella mia mente si trasformava in suoni, colori, silenzi.
Nel libro, Amelia ha dieci anni e sogna di volare. Sa che compierà grandi imprese, un giorno.
Si guarda allo specchio e si vede diversa: forse più grande? Già proiettata nel futuro, verso la grande impresa che l’aspetta? Sentivo che quelle parole sognanti erano un perfetto connubio con la mia musica.
Non meno importante è la considerazione dell’originale collana di cui fa parte il libro.
Sottosopra è una collana di libri per bambine e bambini, curata da Irene Biemmi, che tratta temi importanti quali l’identità di genere e l’interscambiabilità dei ruoli maschili e femminili. Credo fermamente nell’importanza non solo di raccontare una storia in musica, ma di portare alla riflessione di temi attuali e fondamentali.
Vorrei parlare ora della nascita dell’opera Amelia e delle sue caratteristiche compositive.
Il percorso compositivo: la nascita dell’opera
L’organico scelto per Amelia è voce solista (Amelia), coro di voci bianche e orchestra. La fortuna di lavorare in una scuola di musica molto grande mi ha permesso di realizzare l’opera per i ragazzi della scuola stessa.
Ho quindi potuto approfittare delle prove per correggere, cambiare, sistemare alcune parti dell’opera, in modo da rendere il tutto perfettamente eseguibile.
I giovani esecutori hanno dagli 11 ai 18 anni.
Per prima cosa ho deciso di realizzare uno schema che mi permettesse di suddividere il testo in quadri.
Ogni sezione è realizzata da solista e/o coro e orchestra e presenta caratteristiche diverse.
Il testo è stato il punto di partenza e il protagonista della mia analisi iniziale.
L’inizio e la fine fungono da cornice della storia, quasi a voler sottolineare quello che è e che diventerà in seguito la protagonista della storia. Troviamo qualche differenza tra la prima e l’ultima pagina: Amelia alla fine si guarda allo specchio. Ora “il vestito è diverso”.
È pronta per l’avventura della sua vita: straordinarie imprese la attendono.
La storia può essere suddivisa in tre parti:
- Amelia è nella sua casa, incolla le foto di donne grandiose sul suo quaderno, sogna di farne parte.
- Amelia immagina di essere un cowboy grazie al fucile regalato dal padre. In seguito prova a volare, da una rampa costruita dallo zio. In questa sezione Amelia scopre di amare il volo.
- Amelia va alla fiera con la sua famiglia. È lì che vedrà per la prima volta un aeroplano.
In musica ho quindi realizzato tre quadri, anticipati da una piccola ouverture.
I tre quadri sono suddivisi inoltre in scene, che si rifanno perfettamente alle pagine del testo.
Dopo aver creato uno schema con la divisione testuale, ho unito a esso le informazioni che mi servivano per comporre la musica: strumenti da utilizzare, campi sonori, durata indicativa, caratteristiche/materiali musicali.
La partitura
Nell’opera Amelia canta e in alcuni momenti, quelli più descrittivi, recita.
Il coro ha una funzione precisa: accompagna Amelia nei momenti più lirici, sognanti. Un esempio può essere il seguente:
Sono leggera.
Vedo tutto piccolo, lontano.
Sento che il vento si arrotola ai calzoni, scherza con la sciarpa. L’aria mi riempie il cuore, la testa, il corpo intero.
Es.1 batt. 188-195
L’orchestra descrive attraverso i suoni ciò che è accaduto o accadrà, accompagna con sottile trasparenza le parole, non è mai troppo invadente, ma non per questo non è anch’essa protagonista.
L’opera si basa su pochi campi sonori e su alcuni temi ricorrenti. Un esempio può essere il tema di Amelia.
Es.2 batt. 60-65
Es.3 batt. 71-75
Nell’esempio troviamo alcuni intervalli ricorrenti, come la terza minore, la quinta giusta e sul finale della frase un leggero cromatismo. Ogni suono ha una certa importanza, è pregno della sostanza e della poesia del testo.
Ogni volta che Amelia canterà da sola eseguirà un tema simile a quello dell’esempio, con alcune variazioni.
Ho scelto di realizzare per Amelia una specie di leitmotiv per renderla riconoscibile e valorizzarla: nel testo è, anche se ha solo dieci anni, determinata e sognante.
Volevo che gli aspetti del suo carattere si rispecchiassero nella musica come nel testo.
Anche se si tratta di un’opera per ragazzi, come già detto in precedenza, era fondamentale per me portare un linguaggio musicale definito, articolato e non scontato.
L’orchestra, infatti, esegue tremoli, armonici, glissati, elementi veloci e tecnicamente complessi, parti cantabili e ritmicamente articolate, momenti legati all’improvvisazione.
Riportiamo di seguito un breve esempio di una parte orchestrale. Ogni gruppo strumentale ha un motivo scritto che può eseguire a una velocità variabile, in modo da creare una massa sonora poco scandita ritmicamente.
L’idea è di realizzare un breve momento più libero, quasi improvvisato.
Es.4 batt. 448
Conclusioni
Amelia è stata la mia prima grande esperienza di opera per giovani esecutori. Prima d’ora avevo scritto solo brani di breve durata, destinati a piccoli ensemble di ragazzi.
Il punto di forza è stato proprio scrivere per giovani allievi: avere dei limiti dal punto di vista tecnico mi ha permesso di sfruttare al meglio e con creatività le possibilità sonore di ogni strumento e voce.
I ragazzi hanno potuto relazionarsi con un linguaggio musicale contemporaneo e a tratti complesso, facendolo proprio.
Comporre per un gruppo così numeroso ha inoltre permesso ai ragazzi di formare un gruppo coeso e in sintonia, di ascoltarsi e di essere ascoltati. Di essere immersi in un apprendimento totale.
