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– Le forme del silenzio – Convegno

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Le forme del silenzio.

Trame infinite tra ascolto e apprendimento musicale.

Convegno organizzato dalla Scuola Musicale di Milano

e l’Audiation Institute

 

Milano 4 ottobre 2014

 

Il silenzio su cui vorremmo fermare la nostra attenzione e condividere una riflessione è un silenzio vivo, uno spazio all’interno del quale tutto si muove o tutto è in palpitante attesa. Nella nostra esperienza di educatori e insegnanti di musica abbiamo sperimentato come tutto passi attraverso il silenzio. Sentiamo la necessità di confrontarci con chi col silenzio dialoga costantemente per lasciarci svelare nuove forme e metterle al servizio dell’educazione musicale.
Un silenzio che non è mancanza, assenza, ma intensità delle nostre intenzioni, della concentrazione, della preparazione e poi del rilascio, del decantamento, della sosta presso di sé conservando memoria e riverbero di ciò che c’è stato.  La capacità dell’educatore di fare silenzio dentro di sé, di tenere vivo, disponibile, uno spazio di ascolto e di accoglienza, di apertura verso l’altro: verso ogni singolo bambino, verso gli altri adulti presenti, verso il gruppo tutto. Perché solo in questo spazio sensibile di ascolto e possibilità la condivisione può avvenire e dar luogo alla sympatheia, alla relazione, che da senso e necessità al percorso educativo. Ancora, il silenzio dell’educatore che riflette sulla profondità della sua figura, davvero in senso materico e dimensionale, intesa come consapevolezza della propria presenza corporea. Il silenzio dunque come spazio della propriocezione: consapevolezza del respiro, del peso del nostro corpo, dell’equilibrio, del tono; e come luogo dell’ascolto della presenza corporea dell’altro, in cerca della relazione. Il silenzio come attesa, l’attesa di un canto, la sua preparazione, l’essere testimoni della sua rievocazione nella memoria e nel corpo. Il silenzio come luogo in cui sono possibili quei processi cognitivi, fisici e mentali, che ci portano a comprendere la musica. Processi che si attivano quando la musica non è più fisicamente presente o non lo è ancora, che animano la mente del compositore e del direttore d’orchestra, di chi suona e di chi ascolta.

Interventi e Relatori:
Presiede Laura Peco
9,30 – 10,00     Accoglienza e saluti dell’Assessore all’Educazione e all’Istruzione Francesco Cappelli e dell’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno
10,00 – 10,30        Il silenzio dell’ascolto che aiuta a crescere (Donatella Savio)
10,30 – 11,00        Il silenzio e l’orecchio interiore (Giusy Barbieri)
11,00 – 11,30         Il silenzio e l’audiation nella MLT (Arnolfo Borsacchi)
11,30 – 12,00         Silenzio, la musica ti ascolta! (Giorgio Colombo Taccani)
12,00 – 12,30        Il valore del silenzio (Sonia Peana)
12,30             Discussione

Pausa pranzo
Presiede Vixia Maggini
15,00 – 15,30        Il corpo nel silenzio (Silvia Biferale)
15,30 – 16,00        Estetica del silenzio musicale (Emanuele Ferrari)
16,00 – 16,30        Silenzio – Suono – Silenzio. Il ritmo della vita (Giulia Cremaschi Trovesi)
16,30 – 17,00        Dal Grande Chiasso al grande silenzio (Carlo Delfrati)
17,00 – 17,30        Discussione

17,30             Breve momento musicale
18,00             Chiusura lavori

Relatori

Giusi Barbieri: docente formatore dei corsi AIKEM (Associazione Italiana Kodály)
Silvia Biferale: formatore dell’Audiation Institute, terapista della riabilitazione, terapeuta del respiro e della voce
Arnolfo Borsacchi: musicista, formatore dell’Audiation Institute
Giulia Cremaschi Trovesi: presidente e fondatrice della F.I.M. (Federazione Italiana Musicoterapeuti), caposcuola della Musicoterapia Umanistica.

Giorgio Colombo Taccani: compositore
Carlo Delfrati: Responsabile dell’Area Didattica e Divulgazione dell’Accademia Teatro alla Scala

Emanuele Ferrari: pianista e docente di Musica e didattica della musica all’Università di Milano-Bicocca.

Sonia Peana: violinista e insegnante, ideatrice e coordinatrice del progetto “Nidi di Note”.

Donatella Savio: ricercatrice di Pedagogia presso l’Università degli studi di Pavia.

 

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